Immaginate un uomo di mezza età che dopo essersi fatto il Ferrari cabrio ed aver mollato la moglie per una bielorussa diciannovenne, si mette a pensare. Ora, non dico che per il regista in questione sia andata esattamente così, ma prendete in considerazione qui ed ora una persona di questo tipo. Drammatico, il pensare in terza età! tante rivelazioni e così poco tempo per urlarle in giro!
Dunque, quest'uomo, -che pare aver avuto una carriera che molti altri registi hanno forse giustamente o meno solo sognato- un bel giorno chiude la prima operetta di saggistica della sua vita, scritta magari dal cugino con tre lauree, decide che il materialismo è superfluo, e che della vita non ci ha capito una ceppa. Bene, ho letto il mio primo libro e ora so che la vita è una cosa profonda. Ora che faccio? Un bel film esistenzialista!
Accozzagliamo belle immagini di gente che chiude le palpebre a rallenty così l'americano medio lo vede e pensa "hey," anche io quando sto in fila a far benzina vedo il tramonto e mi viene in mente l'universo!
Bene, per chi non avesse (o non volesse, capirei), capito il senso, quello che manca nella prerogativa estetica di quest'artefatto, (il termine opera sarebbe improprio), è una cultura di fondo su cui basarsi, prima di estrapolare le idee e spiattellarle lì. Se vogliamo, banalmente, l'intento in mostra qui manca di significato da attribuirsi al concetto di significante artistico. Oggi vanno tanto di moda le cose fatte a cazzo di cane spacciate per veicoli di un dispiegarsi che vada al di là del da dirsi, solo che, si sa -o non si sa?- laddove la accazzodicanaggine può andar bene su larga scala, magari nelle ormai vaste nicchie puriste intellettualoidi forse francesi, quando ci si addentra nei problemi esistenziali, un minimo di cultura, almeno per sentito dire, diventa imprescindibile.
Probabillmente questo è sfuggito al quasi settantenne Malick, quando ha pensato che per citare l'intreccio di cultura e stenti che l'Europa ha trascinato in avanti per gli ultimi due secoli bastasse un copiaincolla di pezzi musicali classici (che li scelga pure la post-produzione) su delle immagini vagamente apodittiche.
Ora, questo film che non ha senso neanche se visto alla luce del genuino desiderio di dire qualcosa di un diciottenne nichilista, ha semplicemente fallito su tutti i fronti. Perchè è accaduto ciò? Primo, dopo dieci minuti di film (che comincia più o meno a mezz'ora da quando lo avete messo su), ci si rende conto dell'inutile lentezza dei dialoghi, della piattezza di contenuti, e del citazionismo biblico di quella povera rincoglionita della madre che dovrebbe, forse, simboleggiare la corrente positiva di quel nucleo familiare che più che rappresentare un microcosmo allo sfacelo, mostra semplicemente un intrigo di temi buttati qua e là alla cazzo di cane. Orbene, ci si rende conto che (a parte che perché mi devi bisbigliare per tutto il film? Perché? Se è un pensiero, non ha senso che sia sottovoce, se è un dialogo, non si capisce un cazzo!) ci si rende conto che l’idea di base –che a quanto pare deve essere stata rivista durante le riprese visto che non esiste modo al mondo che questa sceneggiatura rispettasse la regola del minuto a pagina- che stavo dicendo? Ah si, A voler rappresentare la scadenza di un padre cattivo e insoddisfatto, primo, non mi ci metti Brad Pitt, che comunque apre un immaginario anche solo alla luce di un'impersonificazione che dovrebbe dire il contrario di quello che è. (Guarda caso sti figli non li tocca, avrebbe accettato di fare un film in cui tocca i figli?) almeno li picchiasse, sti bambini tanto arrabbiati? Secondo, il povero Sean Penn? Un talento chiamato solo per camminare avanti e indietro qua e là fissando il cielo, riferendosi forse al tentativo di stimolazione dell'amigdala dell'americano medio che comunque recepisce solo il camminare a naso in su come atto contemplo/creativo.
Poi vabbeh, quando la storia sembra aver avuto inizio, ecco il big bang e i dinosauri! Benissimo, ma allora tieni quelli e leva tutto il resto, visto che non ha senso né il fatto che sti figli odino il padre, che tutto sommato non mi pare faccia altro che avere un ego più grande della stima che nutre nei loro confronti, insomma, c'è di peggio a questo mondo. Quindi, la madre è una lobotomizzata che non sarebbe dovuta uscire dal convento, che pure non ha un solo, e dico un solo motivo di amare così tanto il Creato, primo perché è un personaggio inconsistente a cui vengono date battute che dovrebbero distinguerla come persona sensibile, cosa che non è, visto che il suo intervento nell’educazione di quei tre figli dalla personalità identica non consta nello insegnar loro a distinguere il bene dal male, ma solo nell’indottrinarli su quello che deve essere il bene sommo del mondo, al contrario del padre assenteista che tutto sommato prova ad instillare una disciplina, pur senza dialogo. Kubrick aveva una nocciolina in testa quando ha fatto 2001, tu hai fallito non perchè l'idea non fosse buona, ma perchè l'idea era semplicemente uscita da chi non era in grado di spiegarla. E neanche si è mostrato un solo riferimento a quell'idea, che pure banalmente dice solo A, e non se A allora B, mostrare è difficile, se tu non dici devi almeno essere in grado di mostrare, altrimenti stai allettando solo il deficiente che non ha mai guardato le stelle. E se credi che quell'idiota il giorno dopo aver visto questo film penserà alle stelle, allora non hai capito una ceppa. E qui torniamo al motivo scatenante: quello che vuoi dire si poteva mostrare in quaranta secondi di battito d'ali della farfalla di turno.
Ci si fa meno burle dell'umana dignità con un'opera come Twilight che con questo parassitismo metaculturale. Non c'è un solo contenuto in questo film.
Sulla stessa linea ma usciti bene: Il curioso caso di Benjamin Button
Voto: Questo film prende 1 e non zero solo perché c’è Brad Pitt. -_-